Perseidi

Perseidi

Abbandonate lì da tempo immemore, figlie di Swift-Tuttle della dinastia di Halley, in attesa di vedere ogni anno cosa il destino ha in serbo per loro.

Detriti, altro non sono. Scarti lasciati per strada senza rancore o coscienza.

E un tale scarto, normalmente destinato a perdersi nel tempo, l’uomo trasforma in magia.

Sempre col naso all’insù ad ammirare il cielo, a cercarne indizi, messaggi. Abile a legger messaggi dove nessun messaggio c’e’. Ottimista e fiducioso per natura, anche quando i segnali sono evidentemente avversi.

Sconfitte vecchie e infauste credenze popolari, grazie alla fede ed al buon cuore, ciò che per molto tempo fu segno di sventura divenne un messaggio positivo.

Intensa e potente questa fede e questo romanticismo. Piccole rocce, scarti di comete, bruciano e si sgretolano a contatto con l’atmosfera, riducendosi in polvere.

Polvere di stelle, per noi! Stelle cadenti! Ed è così che un semplice detrito diventa magia. Ed è così che ogni anno, incontrando questa discarica a cielo aperto l’uomo decide di aprire i cassetti dei sogni e metterli in mano alle meteore, chiudendo gli occhi con l’immagine impressa delle loro affascinanti scie luminose, esprimendo un desiderio.

Nessuno ci crede apertamente, ma in cuor suo ognuno ci spera e continua a passare serate con gli occhi all’insù, in cerca di un messaggio, di un segno, di una stella cadente alla quale affidare i suoi sogni.

E a volte questi si avverano eccome.

E l’uomo si affretta a parlare di merito o destino, di caso o fortuna.

Smemorato dimentica che semplicemente l’ha chiesto alle stelle.

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